Time is running out

Time is running out
αιων παις παιζων πεσσευων παιδος η βασιληιη

sabato 10 luglio 2010

Generazione mocciosa: è ora di uscire dalla casa del Grande Fratello




Che i giovani leggano poco è opinione diffusa e, semplicemente, dato di fatto.

D’altra parte, lo diceva pure Hemingway: “La metà degli italiani scrive. L’altra metà non legge.”

Il quadro impietoso sul nostro paese a tal proposito è delineato proprio da statistiche internazionali che di certo non ci fanno onore.


Chiediamoci allora il perché accada tutto questo.

Di motivazioni, in realtà, ce ne sono molte.Troppe. In primis il fatto che l’Italia stia diventando sempre più un paese di vecchi quindi meno scolarizzati delle nuove generazioni, un fattore che quindi conferma questa diminuzione dei lettori. La crisi, sì, anche quella non può che influire sulle statistiche che ci danno risultati preoccupanti su tutto questo.La verità invece è una sola: non c’è interesse.Non è solo colpa di questa gioventù, perché nella nostra crescita subentrano diversi fattori: famiglia, che a quanto pare non riesce a creare questo interesse, la scuola, ugualmente, il tempo che è, tante volte, insufficiente. E’ vero anche che questa passione- che c’è o non c’è- nasce da subito e non deve partire come presupposto di mero insegnamento, anzi, quando un bambino viene “ a contatto” con il libro, deve prima di tutto stabilire un buon rapporto con esso.La comunicazione, per i più piccoli, arriva in un secondo momento. Questa trasmissione però avviene per forza avendo sviluppato il punto precedente. Solo attraverso quella curiosità i lettori saranno in grado non solo di trovare piacere nelle letture di genere vasto e ampio, ma pure di percepire e recepire in maniera molto più sviluppata le parole stesse.

Parte tutto da lì. Dalle cose basilari.

Una passione, o un rigetto per la lettura che parte dall’infanzia che però- e sottolineo il però- ci accompagna fino alla fine. Semplicemente perché questo “non amare i libri” porta ad un “non amare leggere” da cui ne consegue un “non leggere -o poco- e male” per arrivare all’ultimo boccone amaro “Non essere per niente informati”. E’ pigrizia allora?Spesse volte si, perché guardando i risultati di alcune statistiche del 2006 decretavano che il 34,7 % degli italiani erano non lettori, il 28,1% lo era solo nel tempo libero. Ma per cortesia, non stiamo qua a girarci intorno: il tempo, se vuole, si trova.Sempre.


I restanti lettori si disperdevano tra professionisti e scolari che leggevano quindi per scopo professionale e gli altri non erano che lettori sull’onda Mocciosa. Risultati da far accapponare la pelle se si pensa che, arrivati alla fine del percorso dei cinque anni delle superiori, l’esame di stato ci richiede non solo di avere delle basi solide ma di aver ampliato le nostre conoscenze, integrandole con una nostra presa di coscienza che ci permette di selezionare determinate cose.Un esame che dovrebbe anche valutarci sul quanto siamo di fatto, buoni cittadini.


Bene.Detto questo vi offro un’altra interessantissima notizia: il giornale più letto è il famoso quotidiano rosa “La Gazzetta dello sport” con 400.000 copie vendute giornalmente. a questo punto dell’articolo, se così vogliamo chiamarlo, sorridete o ridete, sappiate che invece c’è da piangere e da mettersi le mani tra i capelli.

In Italia se si diventa lettori, si diventa lettori di cosa? Di Federico Moccia, lo scrittore di Harmony per adolescenti, della Gazzetta dello Sport e delle riviste di Gossip sfrenato.


Se a questo punto state ancora leggendo non ridete, perché sapete benissimo che è così.

E’ inutile che proviamo a fare paragoni: la Polonia ci mangia con una percentuale di lettori nettamente superiore alla nostra. Se pensiamo poi a paesi europei membri del G8 quali la Gran Bretagna, scopriremo che là, i giornali più letti sono il “Sun” e il “Daily Mirror” e non troverete nessun inglese, nessuno scozzese, nessun gallese, nessun irlandese che non sappia citare ed elogiare gli autori che hanno fatto la storia della letteratura mondiale.Aggiungere, lettori fatalità stranieri!Da dire, la loro cultura in un certo senso gli ha portati ad essere ben disposti nei confronti dei libri, in quanto protestanti, quindi meno vincolati ma anzi più propensi alle letture, ciò non toglie che i tempi cambino e che anche noi italiani possiamo finalmente aprire gli occhi e drizzare le orecchie.


Siamo costernati invece tra una puntata del Grande Fratello e una di Amici di Maria de Filippi, tra le sit com americane le cui stagioni ci pervengono, doppiate, in ritardo di mesi e mesi e dei telegiornali nei quali la prima notizia è il terremoto ad Haiti e la seconda il prossimo matromonio tra Clooney e la Canalis.

Riepilogando: gli italiani non leggono e se leggono si tuffano su “Moccia”, “Chi”,“ Le barzellette di Totti” e, per chiudere in bellezza, “Cioé”. Nel tempo libero- che spacciano per tempo di riposo assoluto- fanno zapping tra una sit com e un reality show.Si fanno riforme su riforme per questa scuola e poi si va a manifestare senza nemmeno conoscere le reali motivazioni che ci portano a presentarci davanti alle porte dei nostri istituti con tanto di altoparlante. Diciamocelo pure in faccia: Parliamo bene e razzoliamo male.

Poche altre parole: pensiamoci un po’ su e vediamo di uscire dalla casa del Grande Fratello, perché fuori c’è un altro mondo che non sta certo lì ad aspettarci.

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