Time is running out

Time is running out
αιων παις παιζων πεσσευων παιδος η βασιληιη

venerdì 11 giugno 2010

Matematica

8.45 pm


Il gusto della fragola, non so né come, né perché, mi riporta alla mente l’immagine pubblicitaria dei limoni di Sicilia e della velina che, mordendo il frutto, rimaneva perfettamente impassibile al sapore acerbo di quell’ultimo.

Mastico un paio di volte e poi deglutisco, sgolandomi in poco tempo anche il sugo che si è formato sul fondo della tazza. Buono, dissetante al punto giusto, mi lecco persino le labbra ; poi, come se nulla fosse, dalla cucina me ne ritorno in camera mia, svanendo come un fantasma dietro la porta. Mi pesa non poco il mio ultimo disastro in matematica, un fallimento stratosferico che comincia a farsi sentire sempre più presente, svilente e lapidario sembra scorticarmi proprio dentro.

Altro flash: gli uomini sono una cima in matematica, al contrario delle donne, decisamente più abili nel parlato. Non mi consola poi molto l’articolo su Focus di oggi, visto che in classe mi sembra di essere l’unica somara che studia e nonostante tutto riesce a prendersi la seggiola quotidiana.

Sulle note di Elisa scrivo un po’, un diletto altrettanto passeggero mentre dolci parole sussurrano: “ti vorrei sollevare”. Seh.

Già meglio Lily Allen: “It’s not fair”, mi sembra abbia capito già di più il mio stato d’animo e, nonostante tutto, il ritmo incalzante di quel country misto ad un rock soft non riesce minimamente a farmi sorridere. Oh, ecco adesso arrivano altre immagini: professoressa di Francese alle prese con le Madeleines, professore di Filosofia in preda allo sconforto per questa Italia che non si rialza- e lo capisco bene!- mio fratello che si strugge su tesi di laurea di quattro zucconi figli di papà. Carini questi ricordi, ma preferirei che il compito di matematica mi fosse andato bene.

“Non fasciarti la testa prima del previsto”. Risposta calda con suggerimento concitato.

“Ma Va, va.”

Punto e a capo.

Oh, ecco altra cosa che non mi aiuta affatto: Ortografia delle parole straniere “Madelaines” e “Fair”, la mia stupidità, la mia disattenzione o forse il mio non sapere mi ha fatto scrivere di quelle schifezze- di cui mi vergogno profondamente- che mi impongono di mettere per iscritto anche questo particolare. Mi ridono in faccia quelle due paroline: “Toh, io mi scrivo così” “E io così, ignorante!”. Simpatiche! Ecco questo si mi fa ridere, mi sono messa a parlare con delle parole.

I “My chemical romance” urlano al mondo qualcosa d’indefinito, mi chiedo se siano stati presi da un attacco di asma improvvisa durante il concerto.

Asma. Questo si mi fa ridere, dato il ricordo a cui lo collego. No, non rido del problema degli asmatici, rido per una situazione che si è venuta a creare- e potete immaginare bene quale- legata ad una interruzione incomprensibile di questo problema respiratorio.

L’amour... e non dico altro, a buon intenditore poche parole.

Ma che trip mi faccio? Ah, non lo so...guardo il calendario, meno di due mesi prima degli esami. Oh my God...e il compito di matematica non è andato.

Basta, di nuovo la matematica!

Mi blocco per non andare avanti.


9.50 pm


Squilla il telefono.

“Si pronto?”

“Buona sera.”

“Chi parla, mi scusi?”

“Che curiosa che te si.”

Sorrido, è lo zio. Sgattaiolo in cucina, per portare il telefono al papà e nel mentre sgraffigno uno di quei biscotti croccantissimi che si mettono per decorare i gelati. Sgranocchiando me ne torno di sopra. Il gelato, già, quello che si sta sbaffando il papà or ora e che oggi pomeriggio ha portato Pietro. Pietro, sviolinata amara che mi fa immediatamente scordare del gusto dolce del biscotto. Ah, l’amour. Altro sorriso....Ma si può scrivere con questa punteggiatura?Altra domanda che sorge spontanea in previsione dell’esame. Vorrei ben vedere se a Joyce, a Pirandello o a Thomas Mann o a Proust si rinfacciano i loro periodi lunghi e pieni di virgole, incisi e compagnia cantante.

La risposta che io stesso mi do non tarda poi molto ad arrivare: “A loro no, a te sicuramente si.”

E lo so bene.

Sospiro e credo sia meglio riprendere in mano un po’ di Italiano, in vista dell’interrogazione. Almeno quella mi andrà bene, non come....

Matematica. No, basta, sul serio.

Adesso chiudo.